domenica 15 marzo 2015

L’avanzata verso l’abisso: la formazione della Triplice Intesa e il suo ruolo nello scoppio del Primo conflitto mondiale






Al termine dell’epopea napoleonica la Gran Bretagna già si caratterizzava per essere una grande potenza coloniale. Dopo il 1815, infatti, al suo vasto impero ultramarino, che ricomprendeva Canada, Giamaica, isole minori dei Caraibi, Nuova Olanda (Australia), Nuova Zelanda, Gibilterra e, soprattutto, gran parte dell’India – che a metà dell’’800, dopo la sconfitta dei ribelli sepoys, sarebbe divenuta un dominio diretto della Corona, sottratta quindi al controllo della Compagnia delle Indie orientali – si aggiunsero nuovi possedimenti, tra cui l’isola di Malta – fondamentale tessera del mosaico raffigurante il controllo strategico britannico del Mediterraneo insieme a Gibilterra e, dal 1878, Cipro, e quindi la garanzia di linee di comunicazione più difendibili che connettessero la madrepatria con le Indie – e la Colonia del Capo, già dominio olandese, con il possesso della quale la Gran Bretagna dava avvio a quell'espansione coloniale africana che le avrebbe consentito, nell’arco di un secolo, di dominare il continente nero “dal Cairo al Capo”, come gli imperialisti inglesi amavano motteggiare. Si erano così gettate le basi per un dominio britannico mondiale, un dominio che si sorreggeva sull’incontrastata superiorità navale della Royal Navy e sulla straordinaria forza commerciale ed industriale che la Gran Bretagna poteva sviluppare, e che presto le avrebbe conferito da parte delle potenze concorrenti il titolo dispregiativo di “perfida Albione”. E nel proseguo del secolo, questo impulso coloniale non fece che accentuarsi. Sfruttando il periodo di relativa calma – se si eccettuano i moti nazionali e rivoluzionari – di cui godette l’Europa da quando Metternich aveva instaurato e consolidato l’assetto politico posteriore al Congresso di Vienna, reso concretamente effettivo dalla Quadruplice Alleanza e dal Concerto d’Europa, la Gran Bretagna poté continuare la propria ascesa coloniale. Se si eccettuano le grandi crisi che coinvolsero direttamente il Regno Unito in ambito europeo, ossia la questione degli Stretti, con i suoi corollari della guerra di Crimea (1853-56) e della guerra russo-turca (1877-78) e la questione d’Oriente, ossia la problematica relativa alle sorti del decadente Impero ottomano – che la Gran Bretagna aveva interesse a far sopravvivere come baluardo contro l’espansionismo russo verso il Mediterraneo ed il Vicino Oriente –, l’Inghilterra fu impegnata soprattutto in ambito extraeuropeo. Concretamente parlando, alla vigilia della Prima guerra mondiale, i domini coloniali britannici si erano espansi fino a ricomprendere, attraverso un controllo diretto o più o meno indiretto, tutto il subcontinente indiano, metà Indocina, alcune enclave cinesi quali Hong Kong, circa tre quinti dell’Africa e varie regioni costiere della penisola arabica. Nonostante gli innegabili successi, è chiaro però che quest’espansionismo britannico andava a contrastare con gli interessi di altre due grandi potenze imperiali confinarie: la Francia e la Russia. Ciononostante, sarà proprio con Francia e Gran Bretagna che la Gran Bretagna andrà a concludere una delle più celebri alleanze informali di tutta la storia contemporanea, nota appunto come Triplice Intesa, e che porterà i tre paesi a scendere in campo insieme, per la prima volta, nel 1914.
Manifesto di propaganda autarchica dell'Impero britannico
Per quanto attiene la Francia, se si eccettua il suo ruolo in India, dov’era stata completamente scalzata dall’Inghilterra, gli scacchieri di maggiore frizione con i britannici erano da ritrovare in Africa ed Indocina. La prima colonia francese in Africa fu l’Algeria, conquistata nel 1830; da lì, l’attenzione dei francesi si spostò verso gli altri territori nordafricani di Marocco, Tunisia, Libia ed Egitto. E tuttavia, dal 1882 in un paese come l’Egitto, solo formalmente sotto sovranità ottomana, la Gran Bretagna aveva sfruttato le rivalità turco-egiziane per imporre un khedivè ad essa politicamente vicino, instaurando di fatto un protettorato. La Francia fu quindi costretta a ridurre i suoi interessi verso l’Egitto, puntando sull’espansione verso le altre aree del Maghreb, dove, nel lungo termine, i suoi interessi si sarebbero scontrati con quelli della Spagna e, soprattutto, dell’Italia: la Tunisia, ad esempio, era un paese sopra cui il giovane regno italiano reclamava una chiara influenza. Sennonché, fu proprio in Tunisia, e successivamente in Marocco, che l’espansione coloniale francese si attestò e consolidò. A proposito dell’Indocina, invece, anche qui le potenze di Gran Bretagna e Francia si trovavano a doversi confrontare lunga una comune direttrice d’espansione. Per appianare le rivalità coloniali, le due potenze decisero di affermare il loro dominio su aree indocinesi ben distinte: la Gran Bretagna si stanziò, penetrando dal Bengala, in Birmania e Malesia, mentre la Francia in Cocincina, Annam, Tonchino, Laos e Cambogia; il Siam, unico Stato indocinese a conservare la propria indipendenza e sovranità, venne sfruttato come cuscinetto tra i due domini coloniali; infine, più a meridione era l’arcipelago indonesiano, sotto sovranità olandese.
Se però la risoluzione delle dispute coloniali franco-britanniche si era svolta in maniera tutto sommato cordiale e diplomatica, le rivalità anglo-russe in scacchieri euroasiatici di interesse strategico globale rendevano i rapporti tra questi due imperi ben più tesi. Le regioni in cui le rivalità anglo-russe emergevano con maggiore enfasi erano l’Asia Centrale, il Caucaso e l’area anatolico-balcanica. Le ragioni erano chiare. Da sempre l’Impero russo soffriva di un serio problema geografico: l’Oceano artico di inverno si congelava, rendendovi impossibile il transito per le navi; da qui sorse l’esigenza russa di espandersi verso sud alla ricerca dei mari caldi, fossero essi il Mar Mediterraneo o il Mar Nero in Occidente o il Mar Giallo in Oriente, e ciò al fine di poter introdurre le proprie mercanzie, o quelle importate, nelle principali rotte commerciali marittime mondiali. L’espansione verso i mari caldi, almeno a valere per l’Occidente, portò la Russia a scontrarsi naturalmente con la Gran Bretagna, la quale vedeva, a torto o a ragione, una penetrazione russa nel Mediterraneo come un concreto pericolo per le rotte e linee di comunicazione verso il Raj indiano. In ragione di ciò, l’Inghilterra si era fatta garante, nel corso dell’’800, dell’ormai decadente Impero ottomano, considerando un suo sfaldamento completo, specie nei Balcani e in Armenia, come un’innegabile vittoria geopolitica della Russia. In altre parole, l’Impero zarista doveva essere contenuto entro i limiti angusti del Mar Nero, che, con la Pace di Parigi del 1856, era stato opportunamente smilitarizzato. L’altra area, poi, in cui gli interessi anglo-russi confliggevano era quella asiatico-centrale. Nel corso del XIX secolo, la Russia si era espansa in Asia senza sosta, inglobando nell’impero le vaste regioni del Caucaso e del Turkestan, annettendone in quest’ultima i vari khanati (si pensi a Khiva, Khokand, Bukhara). Ovviamente la Gran Bretagna vedeva con pericolo crescente questa rapida discesa russa verso il sud del continente asiatico, soprattutto nel momento in cui a separare i due imperi russo e britannico restavano solo la Persia e l’Afghanistan. Per buona parte del secolo fu proprio in quest’ultimo paese che russi e britannici si scontrarono indirettamente, al fine di ottenere il controllo del cosiddetto crocevia dell’Asia: questo scontro diplomatico, irregolare, segreto divenne poi noto come Grande Gioco o Torneo delle Ombre. Anche qui, però, fu la Gran Bretagna ad ottenere, in prospettiva, i successi maggiori, rendendo all’inizio del XX secolo l’Afghanistan un paese di propria preponderante influenza.
Allegoria della Triplice Intesa
E’ dunque alla luce di questa premessa che, nonostante le reciproche rivalità coloniali, Francia, Gran Bretagna e Russia decisero di concretizzare quella serie di accordi che poi porterà il nome di Triplice Intesa. Invero, alla base della Triplice Intesa vi sono tre elementi fondamentali:

1)      L’Alleanza franco-russa o Duplice Intesa: Durante l’ultima decade dell’’800, Francia e Russia operarono un graduale riavvicinamento diplomatico, culminato in un’alleanza militare ed economica, che si concretizzò in un patto militare difensivo franco-russo che si definì fra il 1891 e il 1894 in tre fasi. Essa rappresentava una risposta al rinnovo della Triplice Alleanza e, stante la neutralità della Gran Bretagna, un tentativo di formare un equilibrio strategico in Europa. L'alleanza si basò principalmente sul vantaggio territoriale nel contrastare da Oriente ed Occidente le nazioni firmatarie della Triplice Alleanza e sulla necessità della Russia di ricevere un sostegno economico: i due paesi, infatti, sebbene profondamente divisi sotto il punto di vista ideologico trovarono motivo di accordo nella decisione dei francesi di accettare la richiesta russa di ingenti investimenti verso l'Impero zarista, aiuti che erano stati rifiutati dal kaiser tedesco e che servirono alla Russia per avviare uno sviluppo industriale sul modello occidentale e per completare la costruzione della ferrovia Transiberiana. L'alleanza economica divenne presto anche militare per contrastare il pericolo strategico rappresentato dall'aggressività della Germania guglielmina. Tale alleanza rappresentava quel pericolo di accerchiamento dal quale Bismarck aveva sempre cercato di proteggere la Germania.

2)      L’Intesa franco-britannica o Entente Cordiale: Con essa ci si riferisce all’accordo stipulato a Londra l'8 aprile 1904 tra Francia e Gran Bretagna per il reciproco riconoscimento di sfere d’influenza coloniale. L’accordo fu raggiunto anche in virtù del superamento della crisi dell’incidente coloniale di Fashoda del 1898. Principalmente il trattato definì l’influenza francese sul Marocco e l’influenza inglese sull’Egitto e segnò la fine dello storico contrasto tra Francia e Gran Bretagna, nonché una prima risposta al riarmo navale della Germania.

3)      L'Accordo anglo-russo per l'Asia o Entente anglo-russa: Firmato a San Pietroburgo il 31 agosto 1907 da Gran Bretagna e Russia, esso sanciva il reciproco riconoscimento delle sfere d'influenza coloniale in Asia, risolvendo gli eventuali contrasti lungo tre linee di espansione principali dell'Impero russo, ossia Persia, Afghanistan e Tibet. Alla Gran Bretagna era riconosciuta la preponderante influenza in Afghanistan; la Persia veniva divisa in tre aree di influenza distinte: la parte meridionale all'Inghilterra, quella settentrionale alla Russia ed una centrale neutrale; veniva poi formalmente rispettata l'integrità territoriale del Tibet, anche se il paese fu comunque suddiviso in rispettive zone di influenza. Anche in questo caso l’accordo fu una risposta al riarmo della Germania e segnò la fine dei contrasti coloniali anglo-russi.

Le disposizioni dell'Entente anglo-russa relative alla Persia

La Triplice Intesa, così costituita, aveva per scopo quello di contrastare le potenziali pericolosità della Triplice Alleanza austro-tedesco-italiana. La sua natura e portata, invero, possono essere comprese solo se si tiene conto del fatto che le tre potenze temevano l’ascesa della Germania quale potenza mondiale rivale. Dopo l’unificazione del 1871 – che era costata ben tre guerre –, il cancelliere Bismarck aveva deciso di sostituire la sua politica del “ferro e del sangue” con una sottile strategia diplomatica che si basava su due assunti: l’isolamento politico-diplomatico della Francia e la neutralizzazione delle rivalità austro-russe nei Balcani. Per quanto riguarda l’isolamento francese, esso era possibile soltanto a due condizioni: che la Francia non si alleasse con la Russia, scongiurando così il pericolo dell’accerchiamento tedesco, e che l’Austria-Ungheria e la Russia mantenessero per quanto possibile dei buoni rapporti affinché non scivolassero nella tentazione di avvicinarsi alla Francia. Per attuare questa politica Bismarck aveva concluso in successione vari accordi con l’Impero austro-ungarico e russo, tra cui le due celebri Dreikaserbund; inoltre, nel 1882, la Germania aveva concluso con l’Austria-Ungheria e l’Italia la Triplice Alleanza, che si configurava come un’alleanza difensiva che ledeva, almeno a valere per il Nord Africa, gli interessi coloniali francesi, concedendo agli italiani una maggiora libertà d’azione in territori come la Tunisia, sotto influenza o dominio francese; infine, anche il Trattato di Controassicurazione tra Germania e Russia del 1887 aveva ulteriormente scongiurato un futuro avvicinamento franco-russo.

Lo schieramento degli Imperi Centrali nel Primo conflitto mondiale

Tuttavia, le cose cambiarono allorché il kaiser Guglielmo II, allontanando Bismarck dalla Cancelleria del II Reich, collocò al governo uomini poco inclini a conservare il sistema internazionale bismarckiano: la conseguenza fu che, allo scadere del Trattato di Controassicurazione con la Russia, la Germania preferì non rinnovarlo. Ciò fece sì che lo zar, superando le sue diffidenze ideologiche circa il regime repubblicano francese, decise di avvicinarsi alla Francia. Questo allontanamento della Russia dalla Germania avrebbe contribuito a legare i paesi della futura Triplice Intesa nella comune coalizione che avrebbe combattuto contro gli Imperi centrali durante la Grande Guerra.
Caricatura dello smembramento dell'Impero ottomano
In relazione agli interessi extraeuropei, la Triplice Intesa aveva lo scopo di contrastare i piani d’espansione coloniale delle controparti della Triplice Alleanza. Eccettuando l’Austria-Ungheria, potenza priva di vocazione coloniale, tanto Germania che Italia, superato il periodo di iniziale assestamento post-unitario, avevano entrambe voluto lanciarsi nell’avventura coloniale. La Germania, superati gli scetticismi di Bismarck in materia coloniale, aveva abbracciato l’idea di una Weltpolitik che le consentisse di ottenere un peso sufficiente negli affari coloniali mondiali (come d’altronde già la Conferenza di Berlino del 1884-85 aveva dimostrato). La conseguenza fu che l’Impero tedesco ottenne il controllo di alcuni territori africani (Namibia, Tanganica, Togo, Camerun), oceanico-pacifici e cinesi. Questo nuovo peso internazionale della Germania, che, come tutti i poteri internazionali, doveva sostenersi sulla potenza della flotta, si configurava come una minaccia enorme al predominio marittimo inglese. Al contempo, l’Italia, dopo aver conquistato parte della Somalia e dell’Eritrea, e dopo aver tentato invano la conquista dell’Etiopia (la sconfitta militare di Adua nel 1896 aveva infatti segnato il momentaneo arresto della penetrazione italiana in Abissinia), guardava con interesse maggiore alle coste nordafricane, in particolare alla Tunisia e alla Tripolitania, dove però la Francia non avrebbe accettato una simile concorrenza. Inoltre, i legami della Germania con la Turchia (si pensi al progetto di costruzione della ferrovia Berlino-Baghdad) e l’accondiscendenza tedesca per un’influenza principalmente austro-ungarica nei Balcani – area dove l’Impero russo aveva nuovamente poggiato lo sguardo dopo che la sconfitta con il Giappone del 1905 gli aveva precluso un’ulteriore possibilità di espansione in Estremo Oriente – facevano considerare sostanzialmente auspicabile alla Russia un’alleanza contro il blocco delle potenze germaniche mitteleuropee e come un’opportunità per rimpiazzare l’influenza austriaca nei Balcani, resa più forte dall’annessione asburgica della Bosnia-Erzegovina nel 1908 (già agli inizi del ‘900 in Serbia il governo filo-austriaco era stato sostituito con uno filo-russo); inoltre, la Russia intravedeva l’opportunità di porre fine al domino ottomano sugli Stretti e di liberare una volta per tutta gli ortodossi dei Balcani dal giogo musulmano turco.      
Celebre poster inglese della Prima guerra mondiale
raffigurante Lord Kitchener
In conclusione, l’ascesa di Germania e Italia al rango di potenze e il loro ruolo attivo nel processo di colonizzazione avevano fatto sì che le potenze coloniali storiche di Gran Bretagna e Francia risolvessero le loro questioni imperiali sospese con la conclusione dell’Entente Cordiale del 1904. Al contempo, gli interessi geopolitici della Russia nei Balcani e in Anatolia, specie ora che il Trattato di Controassicurazione non era stato rinnovato, indussero lo zar ad optare per un ribaltamento del fronte delle alleanze, concludendo la Duplice Intesa con la Francia e l’Accordo per l’Asia con la Gran Bretagna. Con gli schieramenti così definiti, ossia con l’Europa divisa tra due Triplici, il mondo si preparava a scendere in campo, nel 1914, in una delle più sanguinose guerra che l’umanità abbia mai avuto modo di conoscere.






Riferimenti bibliografici:

Albrecht - Carrié, R., Storia diplomatica d’Europa, 1815-1968.

Ferguson, N., Impero. Come la Gran Bretagna ha fatto il mondo moderno.


Hopkirk, P., Il Grande Gioco. I servizi segreti in Asia centrale.

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